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Meno frontiere, più opportunità

I cittadini dell'UE possono viaggiare nella maggior parte del suo territorio senza passaporto e senza controlli alle frontiere.
Si possono fare acquisti in un altro paese dove le merci sono più convenienti senza restrizioni e senza dover pagare nuovamente le tasse, a condizione che si acquisti per uso personale. La moneta unica, l'euro, permette di confrontare facilmente i prezzi in tutti i paesi in cui viene utilizzata. Viaggiare nei paesi dell'area dell'euro è più facile, perché non vi sono più inconvenienti dovuti al cambio delle valute.
Grazie alla concorrenza creata dal mercato unico senza frontiere dell'UE, la qualità è migliorata e i prezzi sono diminuiti. Le comunicazioni telefoniche, l'accesso a Internet e i viaggi aerei costano meno. Le norme dell'UE proteggono i consumatori europei dai prodotti difettosi o di pessima qualità, sia nel loro paese sia nel resto dell'Unione. Anche nel campo della sicurezza alimentare gli standard dell'Unione europea sono elevatissimi.
Se lo desiderano, i cittadini dell'UE possono vivere, lavorare, studiare e, al termine della vita lavorativa, trascorrere gli anni della pensione in un altro paese dell'Unione. Le restrizioni temporaneamente imposte ai lavoratori dei 12 paesi che hanno aderito all'UE più di recente sono in via di graduale soppressione.

Studiare all'estero

Oltre due milioni di giovani hanno già bene ciato di programmi dell'UE per un soggiorno di studio o formazione in un altro paese europeo. I nomi dei programmi UE per gli scambi didattici e le collaborazioni transfrontaliere, come Erasmus e Leonardo, sono ormai popolarissimi tra gli studenti e nel mondo dell'istruzione.
L'UE non decide cosa si debba studiare, ma lavora per fare in modo che i titoli di studio e le qualifiche professionali siano adeguatamente riconosciuti negli altri paesi comunitari.

Un'Europa più verde

La buona salute dell'ambiente è un tema importantissimo per gli europei e i loro governi. Ecco perché l'UE è in prima linea nelle iniziative mondiali per la tutela dell'ambiente e la lotta contro i cambiamenti climatici.
Poiché l'inquinamento non conosce con ni, in molti settori gli Stati membri hanno deciso azioni congiunte per la tutela dell'ambiente. Non sorprende che i  fiumi e le coste europei siano più puliti, che i veicoli inquinino meno e le norme per lo smaltimento ri uti siano rigorose. Ad esempio, i rifiuti pericolosi dell'Europa non possono più essere inviati nei paesi poveri. Sono state anche imposte norme severe per assicurare che le imprese utilizzino solo prodotti chimici sicuri per le persone e per l'ambiente.
L'UE vuole che le attività strategiche come i trasporti, l'industria, l'agricoltura, l'energia e il turismo siano organizzate in modo tale che il loro sviluppo non signi chi la distruzione delle nostre risorse naturali. In breve: uno sviluppo sostenibile.

Pari opportunità

La nostra società è più equa ed efficiente se non discriminiamo i nostri simili per motivi di nazionalità, sesso, disabilità, razza o altro. Ecco perché il diritto comunitario proibisce qualsiasi discriminazione.
Già negli anni cinquanta i primi trattati contenevano una norma esplicita secondo cui uomini e donne hanno diritto alla stessa retribuzione per lo stesso lavoro. In questo modo l'UE ha assunto un ruolo d'avanguardia nella lotta per i diritti delle donne, che costituiscono ora una parte integrante di tutte le politiche dell'Unione.

Lavoro e prosperità

L'Unione europea ha contribuito alla nostra prosperità nel corso degli anni creando un mercato unico e una moneta unica ed eliminando altri ostacoli al commercio e alla mobilità.
Questo ha contribuito a limitare in Europa le conseguenze della crisi finanziaria globale scoppiata nel 2008. I leader dell'UE hanno collaborato per stabilizzare le banche e gli altri istituti finanziari e per mettere a punto una strategia per rilanciare l'economia.
Nel mondo d'oggi, caratterizzato da un mercato sempre più concorrenziale, l'Europa necessita di nuovi posti di lavoro e di manodopera specializzata. I nuovi posti di lavoro possono venire dalla ricerca e dallo sviluppo: è stato deciso di aumentare sostanzialmente la spesa per la ricerca, con l'obiettivo di portarla al 3 % del PIL entro il 2010, ma c'è bisogno anche di nuove capacità, e si deve dedicare più tempo all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.
Un terzo del bilancio annuale dell'UE, che ammonta a 130 miliardi di euro, viene utilizzato per stimolare gli investimenti e creare posti di lavoro nelle regioni sfavorite, nonché per azioni di formazione destinate ai lavoratori disoccupati o meno qualificati. Grazie al sostegno dell'UE, oggi gli abitanti di paesi quali l'Irlanda e la Spagna godono di una prosperità molto maggiore rispetto a 25 anni fa. Adesso sono i nuovi Stati membri nell'est dell'Unione a godere del tasso di crescita più elevato.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 09:20 )
 

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